va da sé
Se il lavoro è diverso allora sono diverse le soddisfazioni.
Se il lavoro è diverso allora sono diverse le soddisfazioni.
Esci e il tuo lavoro emerge. Sono le persone che capiscono il tuo lavoro.
La complessità amministrativa frena la co-creazione.
La co-creazione richiede chiarezza e rispetto reciproco.
Noi siamo quelli fuori dalle feste.
La co-creazione non vale per tutte le stagioni. Alcune cose sono fatte con la partecipazione che è diversa dalla co-creazione.
Ciò che emerge è unico, ed è questo che lo rende soddisfacente.
Solo se mischi le carte la partita si fa interessante.
La co-creazione è un processo di miglioramento e di trasferimento di competenze.
Dopo un’esecuzione non diciamo se è stato bello o no, se c’era pubblico o meno, perché non conta la fine. Vince il progetto che ha avuto il processo più interessante.
Succede di trovarsi in difficoltà perché devi trovare soluzioni usando solo gli strumenti che hai in mano.
La co-creazione è un lavoro aperto e presuppone che tutti siano sullo stesso livello e che nessuno possa dire “questo è mio!”.
Questa è stata una prova generale, l’anno prossimo sarà un successo!Siamo stati invitati ad avere uno sguardo trasversale, così abbiamo messo in collegamento le diverse realtà.
La co-creazione ha bisogno di spazio creativo, se quello spazio si riempie di burocrazia allora lo vai ad annullare.
Siamo tutti responsabili di ciò che avviene.
Servono coscienza, consapevolezza, un tempo lungo e spazio.
Più sei leggero, più riesci a co-creare.
Metti le persone in condizione di lavorare e le cose avvengono.
La giusta via sta nel mezzo anche nella quantità degli eventi.
Adesso è importante non cadere sul finale di progetto, che non è la produzione, ma la rendicontazione.
Date un kit di lavoro, una strumentazione che ognuno può sfruttare come meglio crede, ma che è a disposizione di tutti.
Matera 2019 ha insegnato a fare un progetto. Ora, cosa vuoi fare da grande? Ogni partecipante deve deciderlo.
I Project Leader sono 26 casi singoli, non esiste una linea comune, sono insiemi a sé stanti che si intersecano in mille modi diversi. Ma solo per piccole porzioni.
Il mondo della co-creazione per i Project Leader è iniziato 8-10 anni fa.
La co-creazione è come il lievito madre, che devi alimentare continuamente per farlo crescere e non morire.
Non ne eravamo capaci, ma ci sta che non ci sia stato un risultato. Devi avere un’ampiezza di tempo che non può avere una data di scadenza.
Mai creare rapporti fatti di promesse e di aspettative che non vengono mantenute.
Che cosa stiamo co-creando rispetto al futuro?
Dichiarare l’orizzonte di Matera 2019.
Lentezza e ampiezza di tempo. Il 2019 era stato già definito.
L’orizzonte di senso non ti consente di fare co-creazione, è un processo in divenire.
Il meccanismo economico è fondamentale per la co-creazione. È necessario trovare quello più funzionale a tutti gli attori coinvolti e organizzarsi per renderlo efficace.
Per i Project Leader non è stato il 2019 l’anno della co-creazione: lo sono stati gli anni precedenti.
Si fa fatica a tirare le somme rispetto a cosa si è fatto.
Il processo è che noi, mentre lo facevamo, non sapevamo dove andavamo a finire. Non hai mai le idee chiare rispetto al risultato finale.
L’insieme delle cose genera un senso.
Il passaporto è stato democratico, è stato dedicato a tutti i curiosi.
Partendo dalle basi che metto io e che metti tu, con un meccanismo di partecipazione dei cittadini.
Matera è stata un laboratorio per il Sud.
La co-creazione funziona perché ti devi aprire, ognuno porta la propria esperienza.
Le imprese culturali e creative locali sono fondamentali perché sono le realtà stabili e strutturate che conoscono le persone e il territorio.
La co-creazione è complessa. La complessità è da gestire e se non sei in grado di farlo, te la perdi.
La co-creazione ha giocato su due livelli: il primo tra gli operatori culturali e il management, il secondo con i cittadini.