punti nodali
La co-creazione richiede chiarezza e rispetto reciproco.
La co-creazione richiede chiarezza e rispetto reciproco.
La co-creazione non vale per tutte le stagioni. Alcune cose sono fatte con la partecipazione che è diversa dalla co-creazione.
La co-creazione è un processo di miglioramento e di trasferimento di competenze.
Dopo un’esecuzione non diciamo se è stato bello o no, se c’era pubblico o meno, perché non conta la fine. Vince il progetto che ha avuto il processo più interessante.
La co-creazione è un lavoro aperto e presuppone che tutti siano sullo stesso livello e che nessuno possa dire “questo è mio!”.
Siamo tutti responsabili di ciò che avviene.
Più sei leggero, più riesci a co-creare.
La co-creazione ha permesso di ritrovare il civismo nella gente che ha deciso di partecipare.
L’errore nel processo di co-creazione è per fare meglio, è un impegno.
Con la co-creazione tutte le parti si fanno portatori delle informazioni e la comunicazione diventa tentacolare.
Nel corso del processo di co-creazione è utile calibrare le proposte per il pubblico e per i cittadini partecipanti.
Metti le persone in condizione di lavorare e le cose avvengono.
La comunicazione deve essere collegata, a fronte della co-creazione la comunicazione deve essere univoca e sullo stesso piano.
Nel processo di co-creazione è importante la misurabilità di ciò che è stato fatto per il futuro.
La co-creazione è stata rivoluzione e crescita perché abbiamo acquisito nuove dimensioni e nuove modalità di progettazione.
Facendo arte, soprattutto site specific, c’è abitudine alla co-creazione.
Con l’esperienza di co-creazione e di Matera 2019, ci siamo posti un nuovo obiettivo che è il benessere sociale collettivo in toto, non solo quello per cui eravamo nati.
Una co-creazione attenuata ma non inesistente, con rapporto fra chi crea e chi partecipa di 70-80 (Fondazione) a 30-20 (cittadini).
Ai cittadini protagonisti si chiede di suggerire spunti, canzoni, movimenti, luoghi, storie, che vengono poi rielaborati e restituiti.
Un’interazione continua, un ping pong fra co-creatori con lo stesso livello di desiderio e di tensione all’obiettivo finale, anche se con diversi ruoli e diverse esperienze e competenze.
Co-creazione si esercita sempre e solo per produzioni originali.
Co-creazione è un processo complesso, con diverse sfumature e gradazioni di complessità.
La co-creazione riguarda gli aspetti economici, ma riguarda molto di più gli aspetti sociali.
È stato un modo per verificare quanto comunità può essere una parola concreta.
Raccogliere tutte le idee e fare ad imbuto.
È come fosse un millefoglie, tanti strati che però sono tenuti assieme.
È stata una grande sfida non limitarsi a comprare un’opera. Come con il Teatro San Carlo: non ti compro solo un’opera, ma ti chiedo di produrla con la comunità.
Nel contempo, gli artisti devono avere la capacità di fare un passo indietro e di diventare co-creatori.
L’80% del programma culturale prevede il coinvolgimento della cittadinanza attraverso azioni di co-creazione.
Quello che si fa, lo si fa in modo collaborativo, non competitivo.
Si può fare!
È stato un lavoro intenso. Per la co-creazione serve un arco temporale più ampio.
Queste regole devono essere rotte, spezzate, modificate, adattate, riscritte. Non esiste sostituto per l’esperienza e per l’intelligenza collettiva.
Non cittadino o spettatore, ma abitante culturale che partecipa attivamente ai processi di co-creazione e di co-generazione.
Il mondo della co-creazione per i Project Leader è iniziato 8-10 anni fa.
La co-creazione funziona perché ti devi aprire, ognuno porta la propria esperienza.
Nella co-creazione il decisore deve essere esterno, il lavoro da fare è di curatela.
La co-creazione è complessa. La complessità è da gestire e se non sei in grado di farlo, te la perdi.
Un percorso di progettazione che è passato attraverso tante tappe.
Il mondo reale è il luogo in cui la co-creazione opera, non esistono prodotti astratti della co-creazione.
La co-creazione ha giocato su due livelli: il primo tra gli operatori culturali e il management, il secondo con i cittadini.